Dopo le colonie israeliane a Cipro ora tocca alla Grecia?
A Kalamata sta destando preoccupazione il progetto di un'impresa israeliana che vuole realizzare un resort di lusso sulla spiaggia
Dopo aver realizzato delle vere e proprie colonie nella parte ellenica dell’isola di Cipro, ora è scattato l’allarme anche in Grecia.
Un’impresa di proprietà israeliana ha infatti messo le mani su 200 ettari di territorio sulla costa di Kalamata, una città del sud del Peloponneso. L’investimento di 136 milioni di euro punta a realizzare un nuovo resort a cinque stelle e un complesso residenziale di lusso.
Come scrive il Jerusalem Post, l’IDM Kalamata Monoprosopi AE, una società collegata alla IDM Capital (di proprietà dell’imprenditore Pinhas Sarfati), nel marzo scorso ha presentato alle autorità la documentazione finalizzata a ottenere, per il proprio progetto speculativo, la classificazione di “investimento strategico”. Se lo otterrà, l’impresa israeliana potrà godere di una corsia preferenziale per ottenere le licenze edilizie. L’eventuale concessione di una procedura di autorizzazione accelerata semplificherebbe le procedure di rilascio dei permessi e delle autorizzazioni ambientali previste per gli investimenti strategici.
Il progetto prevede la realizzazione di un villaggio turistico integrato e di lusso nella zona di “Bournias”, sul lungomare occidentale della nota città. La destinazione è pensata per attrarre sia visitatori internazionali che acquirenti di seconde case, in particolare israeliani ma non solo.
Il progetto prevede la realizzazione, su un’area di 205 mila metri quadrati, di un hotel a cinque stelle con 140 stanze e di 248 residenze di lusso, oltre naturalmente a ristoranti, centri benessere, impianti sportivi e ricreativi e attività commerciali. L’idea è quella di offrire agli “ospiti” il maggior numero di servizi all’interno del resort, affinché non debbano lasciare il complesso.
Negli ultimi giorni la diffusione su alcuni media israeliani ed ellenici della notizia ha destato una forte forte opposizione in una parte dei residenti di Kalamata. Il timore è che il resort diventi una vera e propria colonia israeliana all’interno del territorio della città e più in generale che una delle zone costiere più belle di Kalamata possa essere trasformata da spiaggia pubblica in enclave turistica esclusiva. Gli oppositori del progetto sostengono che la questione vada ben oltre lo sviluppo turistico. La loro preoccupazione si concentra sulla graduale privatizzazione del litorale pubblico attraverso complessi residenziali recintati e progetti di seconde case destinate principalmente ad acquirenti stranieri.
I sostenitori del progetto lo descrivono invece come una grande opportunità che potrebbe trasformare la Messenia in una destinazione di lusso generando sviluppo economico e posti di lavoro.
Alcuni movimenti politici e sociali denunciano però che Kalamata potrebbe essere sacrificata agli interessi dell’industria turistica speculativa esattamente come sta accadendo in Albania nell’isola di Sazan e nell’area costiera protetta di Zvernec, dove il genero di Trump, Jared Kushner, intende realizzare una vera e propria città turistica esclusiva.
Kalamata potrebbe essere stata scelta come sede del progetto perché in città ha già sede il Centro Internazionale di Addestramento al Volo, una struttura di addestramento militare gestita dalle forze armate elleniche in collaborazione con la Elbit Systems, uno dei maggiori appaltatori della difesa israeliana.
La struttura, realizzata all’interno della base aerea di Kalamata, è stata istituita nel 2021 nell’ambito di un accordo da 1,4 miliardi di euro tra il Ministero della Difesa di Atene e il Ministero della Difesa israeliano. L’accordo prevede una partnership pubblico-privata di 22 anni con Elbit Systems per modernizzare le capacità di addestramento dei piloti militari ellenici, la fornitura di 10 aerei militari da addestramento avanzato, l’aggiornamento di altri 25 aerei già in dotazione alla flotta di Aene e l’installazione di un certo numero di simulatori e altri sistemi di addestramento.
Da quando il centro è diventato operativo, nel 2023, a Kalamata è fortemente cresciuta la presenza di dipendenti della Elbit Systems e di membri delle forze armate israeliane, oltre che di piloti dell’aeronautica militare di Germania e Croazia che partecipano ai programmi di addestramento.
Alcuni media hanno denunciato che la scelta di coinvolgere Elbit Systems, avvenuta dopo aver scartato l’impresa concorrente canadese CAE, non ha visto l’indizione di alcuna gara d’appalto internazionale che pure era stata inizialmente annunciata dalle autorità. Inoltre i costi di realizzazione del Centro sarebbero lievitati da 1,3 a 1,8 miliardi di euro.



Ci provano a Cipro, ci provano in Albania, ci provano in Puglia, ci provano in Grecia. Vogliono tutto. E siamo TUTTI in pericolo.